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light dress

Impara l'arte e mettila da parte. Se ci riesci.

Nonostante i buoni propositi espressi qui, ho appreso che:

Lezione #1: anche la scarpa più comoda, dopo dieci ore che ci cammini dentro sarà insopportabile e ti pentirai amaramente di averla indossata

Lezione #2: sebbene io sia stata la prima a dire di non prendere brochure a destra e a manca...ho riempito due borse...e sì che ho fatto selezione!

Lezione #3: puoi permetterti di perdere il pass col tuo accredito stampa solo che hai uno smartphone o un tablet dal quale recuperare la mail della Cosmit in cui c'è il codice a barre (e almeno questo punto, grazie al cielo, l'ho passato quasi incolume)

Lezione #4: i designer stranieri sono sempre più friendly di quelli italiani, sia che abbiano un nome famoso, sia che si chiamino Xufjuoi Jusbikoi. Già, ma magari anche noi quando esponiamo all'estero lo siamo, magari. Magari nel bagaglio a mano esportiamo anche una pentolata di umiltà.

***Lezione #5: non metterti a scrivere quando sei stanca morta perchè scriverai un post comunque stupendo, caricherai le foto e lo cancellerai per errore (h 19:00), allora deciderai che tu quel post lo vuoi scrivere comunque, perchè deve uscire stasera, perchè oggi e non domani, no-voi-non-potete-capire, allora ceni e ti rimetti al lavoro (ore 20:30)  e, incredibile, lo cancelli una seconda volta. Se qualcuno mi dice che non c'è due senza tre finisce a schifìo, ve lo dico.

Comunque, visto che la mia occasione per scrivere un pamphlet sul Salone del Mobile è miseramente sfumata, vi farò un riassunto breve e coinciso di quello che ho maggiormente gradito.

* Light Dress è una lampada che gioca due ruoli diversi: illumina come una lampada e accoglie gli abiti come una gruccia. Per avere un'illuminazione nuova ogni giorno ed esporre i propri abiti come opere di design.

* I milanesi Studioventotto presentano al Salone tre pezzi assolutamente geniali di cui però non ho intenzione di parlarvi perchè voglio dedicar loro un post monotematico!

* Ruxi Sacalis presenta delle lampade da tavolo il cui paralume in tessuto viene tagliato al laser, proponendo effetti e giochi di luce sempre diversi.

* Trochet è un progetto che mi è piaciuto particolarmente, vuoi perchè si tratta di riciclo creativo, vuoi perchè la designer è una giovane ragazza palestinese molto dolce e umile che mi è piaciuta subito...comunque il gioco di parole tra trash e crochet da vita a dei pouf realizzati con delle shoppers di plastica...beh mi piace!

* Stessa materia prima per Reform Studio che dall'Egitto, porta delle sedie dalla linea vintage anni '60, rivestite di Plastex ossia una fibra realizzata col riciclo delle borse della spesa.

Eugenia Minerva invece, tra le altre cose, crea un paralume con le fascette dei cavi elettrici per un effetto scenografico sorprendente e quasi...floreale! 

* Kubedesign invece, realizza mobili e complementi d'arredo in cartone riciclato al 75% e riciclabile a 100%. Green!

* Naturedesign invece usa legno riciclato per dar vita a tavoli, sedie, console e altri pezzi d'arredo unici ed inimitabili.

Tra i "big" ho apprezzato tutta la linea di Diesel in collaborazione con mostri sacri come Foscarini, Moroso, Seletti e Scavolini, le novità presentate da Mdf Italia e le linee industrial di Febal...per tutto il resto...il Salone è aperto fino a domenica...andate e curiosate! ;)